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Investire in Ungheria

Nei Paesi dell'Europa Orientale da poco entrati nella U.E., come l'Ungheria, il mercato immobiliare si presenta positivo e in continua crescita. Di conseguenza gli investimenti in queste aree del Continente sono in continua ascesa.

Secondo la fonte "Scenari Immobiliari", infatti, a fronte dei prezzi sempre più elevati che si riscontrano in Italia, i costi dell'Est Europeo si rivelano più contenuti: buone prospettive di crescita e rischi limitati costituiscono una certezza per il futuro. In Ungheria tra il 2003 ed il 2004 si è verificato un vero e proprio boom con aumenti pari al 15-18%.

In Ungheria l'offerta è vasta e di qualità, i prezzi di vendita vanno dai 1.500 euro ai 2.500 euro al mq. nelle zone migliori di Budapest, che sono circa 1/3 inferiori rispetto ai prezzi nelle zone centrali delle altre città o capitali europee.
La valuta nazionale è completamente liberalizzata, i movimenti di capitale sono liberi. L'Ungheria è stata il campione della privatizzazione attirando più di 20 miliardi di euro di investimento estero, il che ha favorito la transizione e la modernizzazione relativamente facile del Paese.

Allo stesso modo del 2002 "Regular Report" della Commissione Europea asserisce che non vi sono barriere legali o istituzionali significative alla creazione di nuove imprese in Ungheria, e che i diritti di proprietà sono chiaramente riconosciuti e trasferibili. Il quadro economico è favorevole alla creazione di imprese e di investimenti di capitale straniero

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(Ponte delle catene)

Perchè l'Ungheria

I prezzi degli immobili a Budapest sono aumentati in modo sostanziale, negli anni successivi alla caduta del comunismo. Questa tendenza ha subito un'accelerazione da quando l'ingresso dell'Ungheria nell'Unione Europea è stato approvato. In parte a causa dell'aumento degli investimenti stranieri, gli analisti credono che questa crescita continuerà in modo sostenuto nel prossimo futuro. I prezzi degli immobili ungheresi cresceranno verosimilmente di una percentuale superiore alla media europea. In aggiunta dobbiamo considerare che nel 2012 verrà adottato l'Euro spingendo ulteriormente la crescita dei prezzi e valorizzando gli investimenti effettuati in precedenza.
Alcune statistiche:
  • al 2° posto tra le città europee, riguardo al minor costo del lavoro, (Tratto da: Monitoraggio delle Città Europee 2003),
  • al 7° posto tra le città che hanno le migliori infrastrutture per gli investimenti,
  • al 13° posto tra le città europee a più alto sviluppo,
  • al 15° posto tra le città in cui sarà più probabile trasferire il proprio business entro il 2008.

Questi dati indicano chiaramente che Budapest è in una posizione perfetta per diventare uno dei più importanti bacini per gli affari e gli investimenti. Ciò darà una spinta significativa ai prezzi degli immobili. L' "Investor Magazine" ha commentato recentemente: " I prezzi a Budapest potrebbero aumentare di più del 20% all'anno nei prossimi cinque anni'

Investire in Italia Conviene?

LE TRANSAZIONI IN ITALIA: 2002-2004

Valori medi annui


(Fonte: Centro Studi sull'Economia Immobiliare)

MERCATO OBBLIGAZIONARIO (CCT, BOT, FONDI.)

  • l'inflazione media annuale è del 2,2 %
  • La rendita media lorda delle obbligazioni è compresa tra il 2% e il 4% annuale.

E' pertanto evidente che la rendita del capitale investito è inferiore o di poco superiore all'inflazione media, quindi il rendimento, seppur garantito, è pressoché nullo.

IL MERCATO AZIONARIO

  • Rendita variabile ma altamente a rischio. Il Governo Italiano da tempo ha in programma di aumentare l'imposta fiscale su tale rendita.

L'ANDAMENTO IMMOBILIARE IN ITALIA IN CALO

  • A partire da marzo 2004 segnaliamo un rallentamento, i dati ufficiali (dell'Agenzia del Territorio) parlano di un 1% in meno di calo nelle compravendite complessive tra il 2002 e il 2004: sono state 1.624.952 nel 2002 e 1.607.012 nel 2003

LA SALITA DEI PREZZI IN ITALIA RALLENTA

  • Secondo i dati previsionali, attualmente c'è un 4,6% di famiglie italiane che prevede di acquistare un immobile e un 1,6% che pensa di vendere. Questo divario nel 2002 era di circa 9 punti percentuali e nel 2004 è sceso a 3 punti: se le previsioni dovessero trovare conferma, per la legge della domanda e dell'offerta i prezzi tenderanno ad assestarsi ad un tasso di crescita più basso come già si sta verificando.

IL FISCO IN ITALIA FRENA GLI ACQUISTI

  • L'attenzione del Governo si è incentrata sul valore catastale delle seconde case e questo probabilmente porterà ad un rallentamento del recente boom di acquisti, penalizzati dalla pressione fiscale.

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